IL SISTEMA CREDITIZIO DAL '26 AL '36


La riforma del sistema creditizio dal 1926 al 1936

IL FIDO


Il fido bancario è l'importo massimo di credito che una banca concede, sotto qualunque forma, a un cliente che ne ha fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità reddituali, la consistenza patrimoniale e le doti morali.

tipologie di fidi

REGOLE TECNICHE E AMMINISTRATIVE PER I FIDI
br> Nella concessione dei fidi le banche devono rispettare i principi della limitazione e del frazionamento dei rischi contenendo i singoli affidamenti entro limiti inferiori a quelli attribuibili ai richiedenti in base alle loro capacità reddituali e alle loro consistenze patrimoniali ed accordando crediti a un gran numero di clienti, il più possibile diversificati per settore economico e per area geografica.

La limitazione quantitativa, abbinata al frazionamento settoriale e territoriale, riduce il rischio bancario che è sempre presente nella concessione dei fidi. Le istruzioni impartite alle banche dalla banca d'Italia sono rivolte ad attenuare il "grado di concentrazione" dei fidi sia verso i maggiori clienti sia verso specifici settori di attività. Le banca centrale e l'Unione europea dettano alcune regole a riguardo.

UTILIZZO E REVISIONE DEI FIDI

Non tutti i fidi accordati vengono utilizzati per intero. In primo luogo, generalmente la richiesta di fido precede il momento in cui l'impresa ha effettiva necessità di procedere a dei prelevamenti di fondi. In secondo luogo le necessità finanziarie dell'impresa cliente variano nel tempo e perciò è necessario distinguere:
- fido potenziale;
- fido accordato;
- fido ultilizzato;

LA CENTRALE DEI RISCHI

Prendono il nome di fidi multipli gli affidamenti accordati a uno stesso nominativo da più banche, le une all'insaputa delle altre.

I fidi multipli gonfiano i rischi a cui vanno incontro le banche, in quanto l'affidato viene a godere di più credito di quanto ne meriti. Un primo strumento per effettuare il controllo dei fidi di cui gode il cliente consiste nella dichiarazione che il richiedente deve presentare alla banca circa la sua situazione patrimoniale e sugli affidamenti già ottenuti da altri enti creditizi. Tale dichiarazione viene controllata dall'Ufficio fidi della banca, ma il segreto bancario fa si che non sia possibile verificare se il cliente già goda di credito ottenuto presso altri enti creditizi concorrenti e da lui non dichiarati.

Per ovviare a tale grosso problema, il CICR ha da tempo istituito presso la Banca d'Italia un servizio accentrato di informazioni sui rischi bancari che prende il nome di Centrale dei rischi.

I CONSORZI FIDI

Le imprese di piccola dimensione spesso incontrano difficoltà nell'ottenimento di fido a causa della loro scarsa forza contrattuale nei confronti delle banche e delle limitate possibilità di offrire garanzie reali. Per ovviare a questi problemi si può ricorrere ai vantaggi delle unioni associative; la debole forza contrattuale dei singoli imprenditori viene sostituita dalla grande forza contrattuale di un "consorzio". I rapporti di forza risultano così riequilibrati o persino ribaltati, a favore delle piccole imprese che riescono a ottenere finanziamenti bancari a condizioni che da sole non avrebbero mai raggiunto, così vengono istituiti i su base provinciale, consorzi fidi, noti come confidi.

RICHIESTA DI FIDO E SUCCESSIVA ISTRUTTTORIA

La concessione di fido bancario risponde contemporaneamente a due esigenze: quelle delle banche di impiegare fondi raccolti attraverso le operazioni di provvista e quella delle imprese di ottenere finanziamenti per far fronte alle necessità della gestione.

Le banche devono perseguire una politica del credito che deve essere cauta e accorta e devono circoscrivere il più possibile i rischi.

fasi del fidi



I finanziamenti concessi da un gruppo di banche(Pool Bancari) vengono definiti: finanziamenti in pool