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Gli studenti del “San Paolo” incontrano Gherardo Colombo

 Oggi, 18 novembre 2016, in occasione della IV edizione dell'evento annuale dal titolo ”Che cos'è la giustizia?” Promosso dall’Associazione "Sulle regole", in diretta satellitare, Gherardo Colombo, affiancato da 2 comici di eccellenza Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu,  che intrattengono gli studenti  di tutta Italia con battute e sketch, propone una riflessione sul senso della giustizia e sul rispetto della legalità. Gli alunni dell’Istituto Polispecialistico “San Paolo” si danno appuntamento alla stazione di Sorrento, per poi raggiungere il cinema multisala "Stabia Hall" a C/mmare di Stabia, dove, in videoconferenza, incontrano il Dott. Colombo, in collegamento skype.

Gherardo Colombo è nato a BrioGherardo Colombosco, in provincia di Milano nel 1946. Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica di Milano, nel 1974 ha intrapreso la carriera di Giudice Istruttore nel capoluogo lombardo. Ha contribuito alla riforma del Codice di Procedura Penale da parte del Ministero di Grazia e Giustizia ed è diventato consulente per le commissioni parlamentari di inchiesta sul terrorismo e sulla mafia. Dal 1989 ha lavorato come Pubblico Ministero presso la Procura Generale di Milano e nel 2005 ha ricoperto l'incarico di consigliere della Corte di Cassazione. Si è dimesso dalla Magistratura nel 2007, dopo aver contribuito alle indagini e ai processi nell'ambito dell'operazione "Mani pulite". Da anni si impegna nell'educazione della legalità nelle scuole, attività per la quale ha ricevuto il Premio Nazionale Cultura della Pace 2008.

Luca e Paolo danno il via alla videoconferenza introducendo i 10 Comandamenti e tra una battuta e l’altra evidenziano come è difficile osservare anche un solo comandamento. Dopo avere fatto dell’ironia sulla pettinatura di Gherardo Colombo si dà a lui la parola. L’ex magistrato cerca di interagire con gli studenti presenti in sala, questi ultimi, timidamente, rispondono alle sue domande sul tema della Giustizia. Viene proiettato un piccolo spezzone sulla pena di morte e a questo punto Colombo dice che la “…giustizia non è sinonimo di vendetta…”, non crede nelle punizioni, dà molto importanza invece al processo educativo. Sostiene che la comunità è l’alternativa al carcere, vivere in comunità è più difficile che oziare tra muri chiusi e ristretti perché in comunità si deve rispondere a regole che vanno rispettate per poter interagire con gli altri. Aggiunge che dovrebbe essere curriculare “passare dentro un carcere” per ogni singolo studente.  Attraverso l’educazione e l’interiorizzazione delle regole si potrà concretizzare la giustizia che altro non è se non “il riconoscimento della dignità umana”.

Gherardo Colombo, prima  di salutare e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa video conferenza, invita i ragazzi a non essere timidi, a non avere paura, a lottare per la libertà. A  questo punto ricorda il giudice Paolo Borsellino, la sua professionalità e la ormai storica frase  “Chi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una sola volta”.

I ragazzi, preparati prima di incontrare Gherardo Colombo, con entusiasmo e interesse hanno condiviso questo momento educativo. L'intento di questi percorsi didattico/educativi è quello di parlare ai ragazzi, di promuovere la cultura alla legalità, stimolando la riflessione attraverso domande, dibattiti. L'obiettivo di questo incontro è indirizzare le nuove generazioni al dialogo, al confronto e alla responsabilità. Il tutto è finalizzato al raggiungimento del bene comune che avvantaggi tutti senza né privilegi, né esclusioni; necessarie, quindi, sono regole certe che vanno osservate per garantire una convivenza civile e democratica.

Il prossimo appuntamento, per alcuni studenti delle classi 5 del “San Paolo”, è visitare la casa di reclusione di Eboli per il trattamento dei tossicodipendenti e degli alcolisti, (l’ICATT, casa circondariale a pena attenuata); questo incontro avviene al termine di un percorso sulla legalità e sul rispetto delle regole, la cui referente è la Prof.ssa Enza D’onofrio. Gli studenti oltre a visitare la struttura carceraria, incontreranno i detenuti.

I ragazzi della 3 C Turistico

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